I Gialli del Corriere

I Gialli del Corriere del Mattino nascono di getto dalla fantasia dell’autore e nessuno avrebbe mai previsto la loro stesura, né l’editore né tantomeno Leonardo Cacciapuoto.
Cacciapuoto giornalista sportivo, incarico che aveva dovuto accettare a malincuore, per anni si era occupato solo di cultura. Il mondo dei gialli nacque da una telefonata della direzione del giornale che per sostituire un collega della cronaca nera, affidarono a Cacciapuoto l’incarico di scrivere un articolo di omicidio. Da quel momento il gioirnalista senza volerlo si ritrovò catapultato in un mondo nuovo che mai avrebbe immaginato. Prima di allora non aveva mai avuto rapporti con le forze dell’ordine né tantomeno aveva incontrato delinquenti ed assassini.Lui puntualmente, quando si dice la sfortuna,si ritrova scaraventato in un mondo di violenza. Aveva poca esperienza per svolgere il ruolo di giornalista di cronaca nera, ma diligente, testardo ed umile com’era, pur di compiacere il suo direttore, scriveva dei buoni articoli, facendosi coinvolgere dagli eventi pericolosi che si presentavano. Anche se non era di sua competenza,riusciva tempestivamente a risolvere casi di delitti, aiutato quasi sempre dai suoi amici: il professore Francesco Maria di Castiglione che abitava al Lago Fusaro e da Biagio il capo della tipografia del giornale dove lavorava.
In queste storie aveva conosciuto il commissario Savanese che regolarmente gli ripeteva: “Cacciapuoto sei inseguito dai morti, dagli assassini, dai delinquenti e da tutto quello che non vorresti incontrare nella tua vita, ma riesci sempre a sbrogliare le matasse meglio di me, devo ammettere chesei un bravo investigatore, lascia il giornale e vieni in Polizia”.
Per concludere potremmo dire che lui era poco adatto a ritrovarsi impegolato in storie di delitti, già la cronaca sportiva gli pesava tanto, lui era fatto come diceva sua moglie Rachelina “un giornalista comodo”, un pantofolaio, che non voleva problemi e che avrebbe voluto occuparsi solo di quello che gli piace. Ma nella vita,come in quella lavorativa, bisogna accettare e svolgere nel miglior dei modi incarichi che non vorresti mai avere.
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